Fu il maestro di Giotto: la vita e l’opera di Cimabue
Cimabue è uno dei più grandi artisti del Medioevo italiano e il suo nome è strettamente legato all’evoluzione della pittura italiana verso l’età moderna. Nato a Firenze verso la metà del XIII secolo, Cimabue fu il maestro di Giotto, uno degli artisti più importanti e innovativi dell’epoca.
La vita di Cimabue
Pochissime informazioni sono rimaste sulla vita privata di Cimabue, ma le sue opere parlano per lui. Cimabue nacque in una famiglia di artigiani e, fin dall’infanzia, dimostrò un grande interesse per la pittura. Si dice che abbia iniziato a dipingere dai dieci anni, sulla tavola degli artigiani del padre.
Intorno al 1260, Cimabue iniziò la sua formazione artistica presso l’officina di Coppo di Marcovaldo, uno dei grandi maestri dell’epoca, attivo fra Firenze e la Toscana meridionale. In questo periodo Cimabue apprese le tecniche dell’arte bizantina, ma anche quelle della pittura gotica che, grazie alle nuove tecniche di costruzione delle grandi cattedrali, stava raggiungendo l’Italia.
Le prime opere di Cimabue sono del 1272, quando realizzò un affresco per la chiesa di San Francesco a Pisa. Sei anni dopo, nel 1278, Cimabue eseguì un grande ciclo di affreschi per la chiesa di Santa Croce a Firenze, dove era già sotto contratto il giovane Giotto.
Le opere di Cimabue
Le opere di Cimabue sono poche e spesso si sono perse nel corso dei secoli a causa delle guerre e degli eventi naturali. Tuttavia, alcune opere di grande importanza storica ci sono giunte fino ai giorni nostri.
Il dipinto più famoso di Cimabue è sicuramente il grande crocifisso dipinto per la chiesa di San Domenico a Arezzo intorno al 1268. In questo dipinto, Cimabue mostra una grande conoscenza delle tecniche pittoriche bizantine, ma anche una grande capacità di rappresentare la figura umana in modo realistico e commovente.
Altre opere importanti di Cimabue sono il grande affresco del “Giudizio Universale” nella chiesa di Santa Maria Novella a Firenze, realizzato intorno al 1270, e quello di “San Francesco in gloria” nella chiesa di Assisi, dipinto nel 1280.
Fu il maestro di Giotto
Cimabue rappresenta un punto di svolta nell’arte italiana e la sua grande influenza sulle generazioni successive è stata riconosciuta anche dai contemporanei. Ma la sua importanza più grande fu quella di aver scoperto e formato Giotto, il più grande artista del Duecento italiano.
Giotto fu allievo di Cimabue, che gli affidò la realizzazione di alcune parti degli affreschi di Santa Croce a Firenze. Giotto dimostrò subito il suo grande talento e Cimabue lo portò con sé per i lavori alla Narrazione della Vergine per la basilica di Assisi. Qui Giotto mostrò il suo stile innovativo, basato sulla resa della prospettiva e del naturalismo. Da questo momento in poi, il mondo dell’arte non fu più lo stesso.
Cimabue morì intorno al 1302, probabilmente a causa della peste nera che stava dilagando in Europa. La sua opera ebbe un grande influsso nella rinascita del Trecento e sull’affermarsi della scuola fiorentina. Cimabue resta un grande artista, testimone della potenza creativa dell’arte italiana medievale.
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