Il guardrail è una struttura di sicurezza che viene impiegata lungo le strade per prevenire incidenti e proteggere gli utenti della strada.
Questa struttura è composta da pali metallici che sostengono una serie di barre di sostegno orizzontali, posizionate in modo da creare una barriera di protezione tra la carreggiata e gli ostacoli presenti ai lati della strada.
Tuttavia, uno dei problemi più comuni riguarda gli estremi del guardrail, ovvero i punti in cui la barriera finisce o inizia.
Questi estremi rappresentano infatti una zona di particolare pericolo per gli automobilisti, in quanto possono causare danni gravi in caso di collisione.
Per questo motivo, esistono differenti tipi di estremi di guardrail, pensati per garantire la massima sicurezza possibile.
Il primo tipo di estremità è quella chiamata “estremità ad anello”. In questo caso, le barre del guardrail vengono piegate verso l’interno, formando una sorta di anello. Questo tipo di soluzione è particolarmente efficace perché evita che le barriere si spezzino o che i pali metallici si pieghino in caso di impatto.
Un’altra soluzione molto popolare è quella dell’estremità “a tuffo”. In questo caso, le barre del guardrail vengono ancorate a un blocco di calcestruzzo o ad una base di supporto rigida, in modo da dissipare l’energia dell’impatto.
Infine, esiste l’estremità “a spillo”, che viene utilizzata soprattutto in situazioni in cui non è possibile posizionare un blocco di calcestruzzo. In questo caso, le barre del guardrail vengono tagliate obliquamente, in modo da formare una sorta di punta che riesce a deviare l’energia dell’impatto.
In sintesi, gli estremi del guardrail rappresentano una zona critica e potenzialmente pericolosa per gli automobilisti. Per questo motivo, è importante scegliere la soluzione più adatta alle diverse situazioni, in modo da garantire la massima sicurezza possibile sulla strada.
Gli estremi del guardrail