In questo mondo frenetico in cui viviamo, dove tutto sembra dover avvenire ora, qui e subito, sembra quasi controcorrente parlare di “molta calma nell’agire”. Eppure, la saggezza popolare ci ha insegnato che “il mare mosso non ha mai portato a niente di buono”, o ancora, “chi va piano, va sano e va lontano”.
Tuttavia, nella nostra società l’impulso a fare, a raggiungere obiettivi e traguardi spesso è talmente forte che si traduce in un’eccessiva velocità e fretta nell’agire, compromettendo la qualità e l’efficacia del nostro operato.
È in questo senso che la massima “molta calma nell’agire” assume un importante valore. Essa ci invita ad approcciare le nostre azioni con un atteggiamento meno impulsivo, più ponderato e razionale. Significa prendersi il tempo necessario per riflettere attentamente sulle cose da fare, per valutare gli obiettivi e le eventuali criticità, per pianificare in modo organico le azioni da intraprendere.
Ma cosa significa esattamente “anche troppa calma nell’agire”? In questo caso, l’eccessivo tempo eccessivamente impiegato per riflettere, ponderare e pianificare delle azioni può trasformarsi in un’enorme perdita di tempo. Ciò può portare alla paralisi delle idee, alla mancata realizzazione dei progetti, alla perdita di opportunità preziose.
Questo equilibrio tra calma e prontezza d’azione non è facile da trovare. Tuttavia, la chiave risiede nella capacità di essere consapevoli dei propri limiti, di riuscire a respirare, distaccarsi dall’impulso del momento e pianificare strategicamente, senza però perdere di vista il fattore di celerità necessario alle dinamiche sociali ed imprenditoriali.
In ultima analisi, il percorso che porta ad un equilibrio tra calma e prontezza d’azione è un percorso di crescita personale e professionale. Consapevoli della necessità di equilibrare queste due componenti nella nostra vita quotidiana, possiamo migliorare la qualità del nostro lavoro, aumentare l’efficacia delle nostre azioni, e conseguentemente raggiungere risultati sempre migliori.
Molta calma nell agire, anche troppa