Che arriva dal Settentrione è una delle opere più importanti della letteratura italiana del Novecento, pubblicata nel 1957 dall’autore Dino Buzzati. Il libro racconta la storia di un giovane intellettuale, Giovanni Drogo, che viene assegnato a una fortezza militare situata in una zona remota del Settentrione.
La fortezza in cui Drogo viene destinato è un posto sperduto, dove il tempo sembra scorrere lentamente e la vita militare è monotona e deprimente. Drogo si sente intrappolato in un luogo buio e angosciante, dove non riesce a trovare il suo posto e dove il suo spirito è opprimo da un senso di infinita solitudine.
Nonostante la bellezza del paesaggio di montagna che circonda la fortezza e la compagnia degli altri ufficiali, Drogo si sente sempre più depresso. Il tempo passa e Drogo inizia a domandarsi se la sua vita possa avere un senso, se il suo destino sia destinato a rimanere legato a un luogo così triste e oppressivo.
Dino Buzzati ci regala un’opera struggente e poetica, in cui l’animo del protagonista confluisce nella mise en abyme della fortezza, in cui la sua anima è racchiusa e dev’essere così il significato più profondo di un’opera che va al di là del paesaggio e della sensazione di disagio che cerca di rappresentare. Che arriva dal Settentrione è un romanzo intensamente psicologico che ci offre una riflessione sulla solitudine dell’uomo e sul significato della vita. Un’opera che ci porta a guardare in profondità il nostro nucleo interiore e che ci spinge a chiederci cosa vogliamo veramente dalla vita.
Che arriva dal settentrione