Ci sono delle mangiafumo nel mondo: persone che, per motivi di salute o per scelta, evitano deliberatamente di fumare.
In Italia, dove il tabagismo è storicamente diffuso, negli ultimi anni si sta assistendo a una crescita del fenomeno delle mangiafumo. Secondo i dati dell’Italian Smoking Observatory, nel 2020 i non fumatori sono diventati la maggioranza della popolazione (il 53,4% degli italiani non fuma), confermando una tendenza in atto da alcuni anni.
Ma quali sono i motivi che spingono le persone a smettere di fumare o a non iniziare?
Innanzitutto, la salute: fumare aumenta il rischio di sviluppare numerose patologie, dal cancro ai polmoni alle malattie cardiovascolari. Inoltre, l’esposizione al fumo passivo può essere altrettanto nociva.
Ma ci sono anche ragioni etiche e ambientali: smettere di fumare o non iniziare a farlo vuol dire contribuire a ridurre l’impatto ambientale dei cicli di produzione e smaltimento delle sigarette, e a evitare di danneggiare chi ci sta intorno.
Per questo motivo, molte città hanno adottato politiche di contrasto al fumo, che includono l’introduzione di divieti nei luoghi pubblici e la promozione di campagne di sensibilizzazione.
Ma essere una mangiafumo non significa soltanto non fumare: significa assumere una scelta di vita che non può prescindere da una maggiore attenzione alla propria salute, all’alimentazione e all’attività fisica. Significa resistere alla tentazione di una dipendenza che può sembrare piacevole ma che può avere conseguenze a lungo termine.
Essere mangiafumo, insomma, può essere anche una scelta di coraggio, di libertà e di rispetto per sé stessi e per gli altri.
Ci sono quelle mangiafumo